Con Elia abbiamo imparato a rallentare.
A non misurare tutto con i parametri degli altri.
Lui ha sei anni, ma non è come gli altri bambini della sua età. E questo non è un problema. È semplicemente lui.
Parla, eccome se parla.
A volte troppo, a volte così in fretta che facciamo fatica a stargli dietro.
Le parole escono tutte insieme, come se non volessero perdere il momento.
E in mezzo a quelle parole ci sono pensieri teneri, buffi, profondi.
Ma anche tanta confusione, agitazione, desiderio di essere capito.
Elia svolazza con le mani quando è felice o troppo stimolato. Urla quando qualcosa lo blocca. Si entusiasma per cose che noi adulti abbiamo smesso di notare.
Con lui ogni giorno è diverso.
Ci sono momenti facili, altri meno. Ma in mezzo a tutto questo, c’è lui: intenso, presente, sorprendente.
Abbiamo imparato a non aspettarci “le cose giuste al momento giusto”.
Ma a celebrare quello che arriva, quando arriva.
Perché ogni gesto, ogni passo, ogni parola che riesce a dire con calma, è una piccola conquista. E ogni giornata con lui è una scoperta.
A volte fa più rumore lui da solo che tutta una classe intera.
E a volte si ferma, e guarda il mondo con uno sguardo che ci insegna qualcosa di nuovo.
Con Elia stiamo imparando.
Ogni giorno.